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Quel che resta del bene

Bergamo Festival Fare la Pace presenta l’installazione urbana “Quel che resta del bene”, un progetto realizzato in collaborazione con Confcooperative, Cesvi e Comune di Bergamo, con il patrocinio dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
13 immagini del fotografo Giovanni Diffidenti documentano il lavoro svolto in questi mesi da medici, infermieri, educatori e volontari impegnati a contrastare l’emergenza Coronavirus. Accompagnano le immagini, 13 parole di Elena Catalfamo, giornalista de “L’Eco di Bergamo” che ha raccolto un insieme di testimonianze e riflessioni nate dal mondo della cooperazione sociale.

 

Le immagini del fotografo bergamasco Giovanni Diffidenti che in questi mesi ha immortalato la Bergamo del lockdown – nell'ambito degli interventi di supporto alle strutture sanitarie e di sostegno agli anziani fragili attivati da Cesvi per contrastare il Coronavirus – insieme alle parole di Elena Catalfamo, danno vita a 152 manifesti affissi per le vie della città che raccontano “Quel che resta del bene” dopo la pandemia.

L’installazione urbana, visibile dal 1 al 31 luglio, è curata da don Giuliano Zanchi, Presidente del Comitato Scientifico di Bergamo Festival Fare la Pace, ed è nata grazie alla collaborazione di educatori, coordinatori e alcuni presidenti di numerose cooperative sociali aderenti a Confcooperative: L’Impronta, Il Consorzio Sol.co Città Aperta, Ecosviluppo, Alchimia, Il Pugno Aperto, Aeper, Biplano, Cooperativa Ruah. L’iniziativa inoltre, è stata resa possibile grazie al contributo di don Cristiano Re, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro, di Francesca Monge della Cooperativa L’Impronta aderente a Confcooperative e di Sara Ruggeri, Communication Coordinator di Cesvi.

“Quel che resta del bene” è un’esposizione intensa che si pone l’obiettivo, nella città che riprende vita, di creare uno spazio condiviso di rielaborazione dei tragici eventi che hanno scosso la collettività.

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