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Cildo Meireles. Installations

in Via Chiese 2 Milano , Milano,

Recensito da Mariantonia Ronchetti

Sommario

27 marzo-13 luglio 2014 Le sue opere sono una forma di denuncia sia politica che sociale degli “orrori” prodotti dalla società dei consumi. Sono diventate celebri le incursioni artistiche degli anni Settanta vissute in Brasile come un vero e proprio sistema di controinformazione. Milano

Descrizione

Gli immensi e suggestive spazi dell’Hangar Bicocca ospitano dal 27 marzo al 13 luglio le istallazioni di Cildo Meirles. Scultore brasiliano, nato a Rio nel 1948, che comincia la sua pratica artistica affascinato dai lavori dei Tupi People (popolazione indigena del Brasile). Nel 1967 si diploma alla Scuola Nazionale di Belle Arti di Rio e dal lì comincia la sua parabola. Maestro e patriarca del movimento concettuale, partecipa giovanissimo all’importante esposizione “information” a New York, subito si mette in luce per la sua abilità nel riuscire a comunicare i concetti più disparati attraverso l’uso di materiali diversi e inusuali.ronchetti recensione Nel 2008 riceve il Velazquez Plastic Arward in Spagna. Le sue opere sono una forma di denuncia sia politica che sociale degli “orrori” prodotti dalla società dei consumi. Sono diventate celebri le incursioni artistiche degli anni Settanta vissute in Brasile come un vero e proprio sistema di controinformazione: sul vetro delle bottiglie vuote di Coca-Cola, destinate poi a essere riempite e messe in vendita, venivano per esempio stampigliati con vernice bianca messaggi critici nei confronti della dittatura. Lo spettatore viene direttamente coinvolto nella fruizione dell’opera in modo che ne possa capire appieno il significato, anche attraverso lo stravolgimento del comune modo di sentire; non è più un soggetto passivo ma un soggetto attivo che partecipa all’opera. Le proposte di Meireles sono un lavoro sulla multisensorialità: le parole di Vicente Todolì, curatore della mostra, esplicano in modo chiaro il progetto dell’artista carioca “La sua arte propone sfide percettive e concettuali attraverso il meccanismo della giustapposizione, dell’accumulazione e della metafora per giungere a una completa sovversione poetica. L’artista utilizza l’elemento della seduzione per attrarre il visitatore all’interno delle installazioni come in una tela di ragno”. Il percorso all’interno di Pirelli HangarBicocca si snoda attraverso dodici opere, installazioni di grandissime dimensioni oppure sculture in scala microscopica. Solo per citarne alcune: la minuscola scultura Cruzeiro do Sul (1969-1970) che, provocatoriamente, apre la mostra, in contrasto con il grande spazio e in dialogo con le altre imponenti installazioni: l’opera è un cubo di 9 millimetri in legno di pino e quercia, gli alberi sacri degli indigeni d’America. Abajur (1997-2010), è formato da un lightbox cilindrico in movimento con immagini di un veliero coloniale in mezzo al mare mentre il suono di gabbiani in volo aleggia nello spazio. Allo sguardo dello spettatore si svela, in un secondo momento, il meccanismo che fa muovere l’opera. Il resto è tutto da vivere e sperimentare. Hangar Bicocca Via Chiese 2 - Milano 27 marzo-13 luglio 2014
votazione 4/ 5 (Excellent) Mariantonia Ronchetti
 
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